Le azioni Verizon hanno registrato un calo del 18% da marzo, nonostante abbiano registrato il miglior trimestre degli ultimi anni

David Beren5 minuti di lettura
Recensito da: David Hanson
Ultimo aggiornamento Jul 7, 2026

Dati chiave sul titolo Verizon

  • Intervallo delle 52 settimane: da 38 a 52 dollari
  • Prezzo attuale: circa 42 dollari
  • Prezzo obiettivo di mercato: circa 52 $
  • Obiettivo del modello TIKR (scenario medio, 2030): circa 80 dollari
  • Rendimento totale potenziale: circa l’89% nei prossimi 4,5 anni
  • Rendimento annualizzato (IRR): circa l’8% all’anno
  • Rendimento da dividendi: circa il 7%
  • Drawdown massimo: circa il 18% rispetto ai massimi delle ultime 52 settimane

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Una svolta che sta dando i suoi frutti e un titolo che non è d’accordo

Verizon (VZ) sono stati davvero solidi. L’utile per azione rettificato è cresciuto dell’8% su base annua, attestandosi a 1,28 dollari: si tratta del tasso di crescita più elevato degli ultimi anni, e la società ha registrato il suo primo trimestre positivo dal 2013 per quanto riguarda gli abbonati alla telefonia mobile con piano postpagato.

Sulla scia di questi risultati, il management ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno e l’amministratore delegato Dan Schulman ha definito la ripresa uno sforzo che sta acquisendo slancio, piuttosto che limitarsi a progredire.

Il grafico dei ribassi riportato di seguito racconta una storia più complessa. Le azioni Verizon hanno recuperato terreno raggiungendo nuovi massimi a febbraio e marzo, proprio in concomitanza con i risultati superiori alle attese del primo trimestre, per poi ricominciare a scendere durante la primavera e fino all’estate.

Tale calo ha subito una forte accelerazione alla fine di giugno, quando Verizon è stata rimossa dall’indice Dow Jones Industrial Average e sostituita da Alphabet, e la società ha reso nota una nuova joint venture internazionale con BT Group che comporterà una perdita contabile una tantum compresa tra circa 700 e 800 milioni di dollari nel secondo trimestre.

Calo del titolo Verizon. (TIKR)

Nulla di tutto ciò riflette un cambiamento nell’attività sottostante. L’esclusione dall’indice è un evento meccanico determinato dal prezzo relativamente basso del titolo Verizon piuttosto che da un giudizio sulle prospettive della società, e l’onere relativo a BT è una riclassificazione una tantum legata alle modalità di contabilizzazione delle attività della joint venture, non una perdita operativa.

Ciononostante, questa combinazione di fattori ha pesato pesantemente sul titolo, e le voci di concorrenza relative a un potenziale servizio di telefonia satellitare da parte di SpaceX hanno mantenuto il sentiment cauto in vista della prossima relazione sugli utili.

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Perché il flusso di cassa libero è il dato che conta davvero

Verizon è un’azienda che si comprende meglio in termini di generazione di liquidità piuttosto che di crescita, e il grafico sottostante illustra chiaramente questa situazione.

Il flusso di cassa libero è sceso a circa 14 miliardi di dollari nel 2022, quando la spesa in conto capitale ha raggiunto il picco, per poi risalire costantemente ogni anno da allora, raggiungendo il record di 20,1 miliardi di dollari nel 2025. Nel primo trimestre il flusso di cassa libero è cresciuto del 4% su base annua, attestandosi a 3,8 miliardi di dollari, sostenendo sia il dividendo che il continuo rimborso del debito.

Flusso di cassa libero di Verizon. (TIKR)

Questo è importante perché il caso di investimento di Verizon si basa sulla sostenibilità piuttosto che sull’espansione. I ricavi dei servizi wireless e le nuove attivazioni della banda larga crescono solo modestamente ogni anno, e il vero motore di valore è la quantità di quei ricavi che si converte in liquidità dopo che un’attività di rete ad alta intensità di capitale si è ripagata.

Il calo del tasso di abbandono, sceso sotto l’1% a marzo, e la rigorosa politica di riduzione dei costi sotto la guida di Schulman, che prevede 13.000 tagli di posti di lavoro e un obiettivo di risparmio sulle spese pari a 5 miliardi di dollari per il 2026, mirano entrambi a proteggere la conversione in liquidità piuttosto che a perseguire una crescita più rapida.

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Cosa dice il modello di valutazione sul percorso futuro

Il modello di valutazione di TIKR punta a circa 80 dollari per Verizon entro la fine del 2030 nello scenario intermedio, il che implica un potenziale rendimento totale di circa l’89% e un rendimento annualizzato di circa l’8%.

Tale risultato dipende principalmente dalla continua crescita del flusso di cassa libero e da una modesta espansione dei margini piuttosto che da un’accelerazione dei ricavi; il modello ipotizza infatti una crescita annua di circa il 2% e un margine di utile netto che si mantiene vicino al 16%.

Modello di valutazione di Verizon. (TIKR)

L’intervallo degli scenari è piuttosto ristretto: lo scenario base implica un rendimento di circa il 58% e lo scenario ottimistico di circa il 117% fino al 2034, il che riflette quanto la valutazione di Verizon sia ancorata alla stabilità del flusso di cassa piuttosto che alle possibilità di crescita.

L’obiettivo medio di Wall Street, pari a circa 52 dollari, è più conservativo e implica un potenziale di rialzo del 22% circa e un orizzonte temporale più breve rispetto al modello di TIKR.

Conviene investire in Verizon?

La ripresa di Verizon si sta manifestando negli indicatori che contano di più per un’azienda di telecomunicazioni matura: il tasso di abbandono, la fidelizzazione degli abbonati e il flusso di cassa libero. Il recente calo del titolo riflette dinamiche di indice e oneri una tantum piuttosto che un deterioramento dell’attività sottostante.

Gli investitori interessati alla sostenibilità dei dividendi e alla generazione costante di liquidità potrebbero trovare interessante il prezzo attuale, mentre chi è alla ricerca di una crescita significativa dovrebbe orientarsi verso altre società del settore.

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