Punti di forza:
- Scala bancaria: Intesa Sanpaolo è il più grande gruppo bancario italiano, con 25 miliardi di euro di ricavi annui e 18 miliardi di euro di margine di interesse, che riflette la forte sensibilità ai tassi e la scala dei prestiti nazionali.
- Proiezione del prezzo: sulla base delle ipotesi di valutazione, il titolo Intesa Sanpaolo potrebbe raggiungere circa 7 euro entro dicembre 2027, se la redditività e il rendimento del capitale rimarranno intatti.
- Guadagni potenziali: questo obiettivo rappresenta un rialzo totale del 15% circa rispetto al prezzo attuale di circa 6 euro, sostenuto dalla stabilità degli utili e dalla solidità del bilancio.
- Rendimento annuo: il risultato implicito equivale a circa il 7% di rendimento annualizzato nei prossimi 2 anni grazie alla stabilità degli utili e al pagamento di dividendi superiori al 6%.
Intesa Sanpaolo S.p.A.(ISP) gestisce il più grande franchising bancario italiano, servendo famiglie, PMI, imprese e istituzioni attraverso un mix diversificato di attività di retail banking, asset management, assicurazioni e investment banking.
Alla fine del 2025, Intesa ha finalizzato un finanziamento di 700 milioni di euro con la Banca europea per gli investimenti, compreso l'acquisto di obbligazioni garantite per 500 milioni di euro, migliorando i costi di finanziamento e ampliando la capacità di prestito per le PMI italiane e i progetti di transizione energetica.
Negli ultimi dodici mesi, la banca ha generato ricavi per 25 miliardi di euro, di cui 18 miliardi derivanti dal margine d'interesse, dimostrando come l'aumento dei tassi e le dimensioni del bilancio continuino a sostenere i profitti del core banking.
Nello stesso periodo, l'utile al lordo delle imposte ha superato i 13 miliardi di euro, grazie al controllo dei costi operativi e alla stabilità della qualità del credito, che hanno permesso di tradurre efficacemente i maggiori ricavi in utili.
L'efficienza operativa è migliorata grazie all'espansione dei margini verso il 61%, sostenuta da una gestione disciplinata dei costi, da commissioni solide per 8 miliardi di euro e da una pressione limitata sulle perdite dei prestiti nel portafoglio nazionale.
Nonostante gli utili costanti, i forti ritorni di capitale e un rendimento da dividendo superiore al 6%, il titolo tratta vicino a 1 volte il valore contabile, sollevando la questione se la valutazione rifletta pienamente la sostenibilità degli utili con la normalizzazione dei tassi.
Cosa dice il modello per il titolo Intesa
Abbiamo analizzato la valutazione di Intesa Sanpaolo sulla base della sua posizione dominante nel settore bancario italiano, del forte margine d'interesse, della disciplina dei costi e del rendimento del capitale orientato agli azionisti.
Ipotizzando una crescita annua dei ricavi del 2,0%, margini operativi del 60,9% e un multiplo P/E normalizzato di 9,2×, il modello riflette un potere reddituale stabile.
In base a queste ipotesi, il titolo Intesa Sanpaolo potrebbe raggiungere i 7 euro nel 2027.
Ciò implica un rendimento totale del 15% da 6 euro, equivalente a un rendimento annualizzato del 7,2% nei prossimi 2 anni.

Le nostre ipotesi di valutazione
Il modello di valutazione di TIKR consente di inserire le proprie ipotesi di crescita dei ricavi, dei margini operativi e del multiplo P/E di una società e di calcolare il rendimento atteso del titolo.
Ecco le ipotesi che abbiamo utilizzato per il titolo ISP:
1. Crescita dei ricavi: 2,0%.
La base dei ricavi di Intesa riflette una struttura bancaria italiana matura, con 25 miliardi di euro di ricavi LTM sostenuti principalmente dal margine di interesse piuttosto che dall'espansione del bilancio.
La crescita dei ricavi ha raggiunto un picco del 10% nel 2024, quando i tassi più elevati hanno aumentato i rendimenti dei prestiti, ma questa accelerazione riflette i venti di coda del ciclo piuttosto che una traiettoria ripetibile a lungo termine.
Le stime previsionali indicano una moderazione a causa della riduzione dei tassi e della pressione sugli spread dei prestiti, mentre la bassa crescita del PIL e l'elevata penetrazione bancaria in Italia limitano l'accelerazione strutturale dei ricavi.
I ricavi da commissioni derivanti dalla gestione degli asset, dalle assicurazioni e dai servizi patrimoniali forniscono stabilità, ma la loro portata è insufficiente a compensare la normalizzazione dei ricavi da interessi.
Secondo le aspettative degli analisti intervistati, l'ipotesi di una crescita dei ricavi del 2% coglie adeguatamente la stabilità dei volumi dei prestiti e la diversificazione dei ricavi da commissioni, in contrapposizione alla normalizzazione dei tassi e alla crescita strutturale limitata.
2. Margini operativi: 60.9%
Nell'ultimo anno ntesa ha realizzato margini operativi vicini al 55%, collocandosi tra le banche più redditizie in Europa in diversi contesti di tassi.
I margini medi quinquennali, pari a circa il 49%, mostrano una certa costanza nei diversi cicli del credito e dei tassi, grazie all'efficienza della scala e al controllo disciplinato dei costi.
I margini sono cresciuti nettamente grazie all'aumento dei tassi che ha fatto lievitare i ricavi da interessi netti più rapidamente delle spese, mentre i costi non legati agli interessi sono rimasti stabili vicino ai 12 miliardi di euro nonostante l'inflazione.
In prospettiva, si prevede che l'allentamento dei tassi comprimerà gli spread, limitando l'ulteriore espansione dei margini, anche se le assicurazioni e l'asset management continueranno a migliorare la qualità del mix.
Sulla base delle stime del consenso di strada, i margini operativi di circa il 61% riflettono il sostegno sostenuto dell'efficienza e dei ricavi da commissioni, pur tenendo conto della pressione ciclica dovuta al calo degli spread di interesse.
3. Multiplo P/E in uscita: 9,2x
Intesa è attualmente quotata a circa 8× gli utili a termine e quasi 1× il valore contabile, in linea con la valutazione delle grandi banche europee da parte degli investitori orientati al reddito.
I multipli di valutazione trailing si sono attestati in media a circa 8× su cinque anni, indicando una rivalutazione limitata anche durante i periodi di forte redditività.
Un rendimento da dividendo superiore al 6% mantiene la valutazione e attrae capitali orientati al rendimento, ma questo profilo limita l'espansione dei multipli rispetto ai titoli finanziari orientati alla crescita.
La solidità del bilancio e le basse perdite su crediti sostengono la stabilità delle valutazioni, anche se l'esposizione sovrana e la sensibilità ai tassi limitano l'appetito degli investitori per i prezzi premium.
Secondo le stime del consenso degli analisti, un multiplo di uscita di 9,2× riflette una generazione di cassa duratura e la solidità patrimoniale, pur rimanendo coerente con il quadro di valutazione delle banche europee e con le aspettative degli investitori orientate al reddito.
Cosa succede se le cose vanno meglio o peggio?
I risultati del settore bancario italiano dipendono dalla normalizzazione dei tassi, dalla qualità del credito e dalla disciplina patrimoniale. Ecco come potrebbe apparire Intesa Sanpaolo in diversi scenari fino al 2027.
- Caso basso: se i tassi d'interesse scendono più rapidamente del previsto e la crescita dei prestiti rallenta, i ricavi rimangono vicini al 2% e il margine di utile netto circa il 35%→ rendimento annuo dell'1%.
- Caso medio: se i ricavi crescono del 2% e la disciplina dei costi regge, i margini di reddito netto rimangono vicini al 37% → circa il 6% di rendimento annuo.
- Caso alto: se la qualità del credito rimane solida e i ricavi da commissioni si espandono, i ricavi superano il 2% e i margini di utile netto salgono verso il 38% → 10% di rendimento annuo.
Intesa è entrata in una fase di utili stabili, sostenuta da una scala nazionale, da elevati coefficienti patrimoniali e dalla distribuzione costante di dividendi.

L'obiettivo di 7 euro entro il 2027 rimane raggiungibile a condizione che i margini rimangano vicini ai livelli attuali e che la valutazione eviti un'espansione aggressiva.
Quanto rialzo ha da qui in poi?
Con il nuovo strumento Valuation Model di TIKR è possibile stimare il prezzo potenziale di un titolo in meno di un minuto.
Bastano tre semplici input:
- Crescita dei ricavi
- Margini operativi
- Multiplo P/E di uscita
Se non siete sicuri di cosa inserire, TIKR compila automaticamente ogni dato utilizzando le stime di consenso degli analisti, fornendovi un punto di partenza rapido e affidabile.
Da qui, TIKR calcola il prezzo potenziale dell'azione e i rendimenti totali negli scenari Toro, Base e Orso, in modo da poter capire rapidamente se un titolo appare sottovalutato o sopravvalutato.
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