Punti chiave sul titolo Exelon a giugno 2026
- Gli analisti assegnano al titolo Exelon 4 raccomandazioni di "Acquisto", 1 di "Outperform", 16 di "Mantenere" e 2 di "Vendita", con un prezzo obiettivo medio di mercato pari a 49 dollari, il che implica un potenziale di rialzo del 5% circa rispetto al prezzo attuale di 47 dollari.
- Il modello di scenario intermedio di TIKR valuta Exelon a circa 69 dollari entro dicembre 2030, il che implica un rendimento totale di circa il 47% rispetto ai livelli attuali, ovvero circa il 9% su base annualizzata.
- Il titolo Exelon si attesta al di sotto del valore equo ai livelli attuali, con il management che ribadisce una crescita dell’EPS vicina al limite superiore dell’intervallo compreso tra il 5% e il 7% fino al 2029, mentre il titolo viene scambiato con uno sconto di quasi il 7% rispetto alla media di mercato, e il riorientamento degli investimenti nel settore della trasmissione verso un piano da 41,7 miliardi di dollari offre un percorso di utili più sostenibile rispetto a quanto scontato dai prezzi di mercato.
Exelon supera le stime del primo trimestre e riorienta il proprio piano di investimenti da 41,7 miliardi di dollari verso la trasmissione
Exelon Corporation (EXC), la più grande azienda di servizi pubblici regolamentati nel settore dell’elettricità e del gas degli Stati Uniti, ha riportato un utile operativo rettificato per il primo trimestre 2026 pari a 0,91 dollari per azione in seguito alla conference call sui risultati del 6 maggio, superando le stime di mercato di 0,89 dollari per azione e superando le stime sui ricavi di oltre 150 milioni di dollari.

I ricavi hanno raggiunto i 7,24 miliardi di dollari nel trimestre conclusosi il 31 marzo 2026, in crescita del 7,86% su base annua rispetto ai 6,71 miliardi di dollari, grazie all’aumento delle tariffe approvate per la distribuzione e la trasmissione presso ComEd, PHI e BGE, che hanno trainato gli utili del settore dei servizi pubblici.
Il risultato superiore alle attese è arrivato di pari passo con una sostanziale ristrutturazione del piano di investimenti quadriennale: Exelon ha tagliato 1,1 miliardi di dollari di investimenti nella distribuzione di PECO e BGE e ha aggiunto 1,5 miliardi di dollari di investimenti nella trasmissione, mantenendo il piano complessivo a 41,7 miliardi di dollari fino al 2029 e puntando a una crescita del 16% della base tariffaria di trasmissione.
L’amministratore delegato Calvin Butler ha spiegato la logica direttamente durante la conference call sui risultati del primo trimestre: «Si tratta di un piano diverso per un momento diverso. Stiamo ridimensionando alcuni progetti, ridefinendo le priorità di investimento nel nostro portafoglio e realizzando 350 milioni di dollari di risparmi incrementali sui costi operativi e di manutenzione nel 2027».
Il ritiro della richiesta di revisione tariffaria da parte di PECO in Pennsylvania ha determinato la riduzione degli investimenti nella distribuzione; la direzione ha citato come motivi le preoccupazioni relative all’accessibilità economica e il feedback delle parti interessate, mentre l’amministratore delegato ad interim Mike Innocenzo è subentrato in carica quando la società ha segnalato che avrebbe ripresentato la richiesta in un momento più favorevole.
Exelon ha ribadito la propria previsione di utile operativo rettificato per il 2026 compresa tra 2,81 e 2,91 dollari per azione, con il management che punta al valore medio o a un risultato migliore, e ha mantenuto le proprie prospettive di crescita a lungo termine dell’utile per azione (EPS) vicino alla fascia alta dell’intervallo compreso tra il 5% e il 7% dal 2025 al 2029.
La società ha presentato offerte competitive per due progetti di trasmissione in Illinois, per un totale di circa 2 miliardi di dollari, nell’ambito della finestra MISO Tranche 2.1 in collaborazione con Invenergy, mentre sono previste altre due offerte nel corso del trimestre.
ComEd, l’unità di Exelon nell’Illinois che serve oltre 4,2 milioni di clienti, ha mantenuto un livello di affidabilità nel decile superiore, nonostante le violente tempeste di vento abbiano causato quasi 675.000 interruzioni di corrente in tutto il nord dell’Illinois a giugno, con il ripristino del servizio per il 99% dei clienti interessati.
Il titolo EXC mantiene la propria guida sull’EPS nonostante le turbolenze normative: cosa mostrano le stime

Wall Street prevede che l’EPS normalizzato del titolo Exelon aumenti di circa il 23% su base annua per il trimestre che si concluderà a giugno 2026, sulla scia del risultato di 0,91 dollari per azione registrato nel primo trimestre, poiché l’espansione della base tariffaria si riflette nel conto economico dell’intero portafoglio di servizi di pubblica utilità.
Le stime di consenso per l’intero anno che si chiuderà a dicembre 2026 sono in linea con l’intervallo previsto da Exelon, compreso tra 2,81 e 2,91 dollari per azione, con il management che punta al valore medio o a un risultato migliore, dato che il ritmo della seconda metà dell’anno accelera in linea con l’andamento stagionale.
Per l’anno fiscale 2027, le stime prevedono un EPS normalizzato di circa 0,93 dollari per azione per il trimestre che termina a marzo, riflettendo una crescita sequenziale di circa il 2% grazie all’accumulo di capitale per la trasmissione nella base tariffaria e all’entrata in vigore del programma di O&M da 350 milioni di dollari.

Attualmente, il consenso degli analisti si attesta a 4 «Buy», 1 «Outperform», 16 «Hold» e 2 «Sell» su un totale di 23 analisti che coprono il titolo.
L’obiettivo medio di Wall Street di 49 dollari implica un potenziale di rialzo di circa il 5% rispetto all’attuale prezzo di 47 dollari, un premio contenuto che riflette l’incertezza relativa a PECO piuttosto che le prospettive sugli utili futuri, con 16 dei 21 analisti che hanno espresso un giudizio di “Hold” nonostante la dinamica di risultati superiori alle attese e di revisione al rialzo del piano di investimenti.
La questione aperta del mercato verte sul fatto che la decisione relativa alla richiesta di revisione tariffaria di Pepco nel Maryland, prevista per agosto, produca un esito sufficientemente positivo da confermare che la concessione di accessibilità economica per PECO sia stata un evento temporaneo specifico della Pennsylvania e non l’inizio di un modello che coinvolge più giurisdizioni.
L’EPS del titolo EXC si colloca tra quello di Dominion e quello di Duke nel gruppo di riferimento delle utility regolamentate

L’EPS normalizzato del titolo Exelon, pari a 0,91 dollari per il trimestre conclusosi il 31 marzo 2026, è inferiore a quello di Duke Energy (DUK) a 1,80 dollari e di American Electric Power (AEP) a 1,57 dollari, ma supera quello di Dominion (D), pari a 0,81 $ per lo stesso periodo; tale divario riflette l’esposizione alla generazione di ciascuna società del gruppo di riferimento piuttosto che uno sconto uniforme legato esclusivamente alla rete di distribuzione.
Guardando al futuro, le stime di consenso prevedono che l’EPS normalizzato del titolo Exelon salga da 0,91 dollari nel marzo 2026 a 0,93 dollari entro marzo 2027, mentre quello di Duke passerà da 1,80 $ a 2,00 $ nello stesso arco di tempo, suggerendo che il divario assoluto rispetto alle società del settore fortemente orientate alla generazione persista anche se la crescita della base tariffaria di Exelon si accentuerà nel corso del periodo.
Il titolo Exelon è sottovalutato nel 2026? Il modello TIKR indica un valore intorno ai 69 dollari
Lo scenario intermedio del modello TIKR valuta Exelon a circa 69 dollari entro dicembre 2030, il che implica un rendimento totale di circa il 47% rispetto al prezzo attuale di 47 dollari, ovvero circa il 9% su base annualizzata in 4,5 anni.

L’obiettivo di 69 dollari implica un rendimento totale di circa il 47% rispetto al prezzo attuale di 47 dollari in 4,5 anni, combinando l’apprezzamento del prezzo verso tale livello con il dividendo annuale di Exelon pari a 1,68 dollari, che matura nel corso del periodo di detenzione.
Questo percorso dipende da una crescita dell’EPS vicina al limite superiore dell’intervallo compreso tra il 5% e il 7% fino al 2029, sostenuta dal programma di investimenti da 41,7 miliardi di dollari e dalla crescita annuale del 16% della base tariffaria di trasmissione, a condizione che le procedure tariffarie nel Maryland e nel Delaware vengano approvate nei tempi previsti.
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