Punti chiave:
- Sia Astera Labs (ALAB) che Credo (CRDO) producono chip che garantiscono un trasferimento veloce dei dati tra i componenti all'interno dei server di intelligenza artificiale, ed entrambe stanno registrando una crescita del fatturato a tre cifre.
- Il titolo Astera è quotato a un prezzo molto più elevato rispetto ai suoi utili rispetto a quello di Credo, il che significa che ALAB necessita di una crescita maggiore e più costante per giustificare la propria valutazione.
- Entrambe le società dipendono da una manciata di grandi clienti, e tale concentrazione, unita al rischio che tali clienti finiscano per progettare i propri chip, rappresenta la principale minaccia per entrambi i titoli.
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La maggior parte delle persone non ha mai sentito parlare di Astera Labs (ALAB) o Credo (CRDO). È comprensibile. Nessuna delle due società vende prodotti che potresti riconoscere.
Ma se hai seguito il settore dell’intelligenza artificiale, sai che i chip Nvidia, i chip personalizzati per l’IA e la memoria devono tutti trasferire costantemente enormi quantità di dati all’interno di un data center.
Astera Labs e Credo producono quei componenti piccoli e poco appariscenti che garantiscono un flusso di dati rapido e affidabile. Immaginali come i controllori del traffico all’interno di un rack di server per l’IA.
Entrambi i titoli hanno registrato un’impennata nell’ultimo anno. Astera Labs è cresciuta del 326% e Credo del 177%. Gli investitori scommettono che l’espansione dell’IA continuerà a richiedere una quantità sempre maggiore di ciò che queste due società vendono. La vera domanda è se questa scommessa abbia ancora senso ai prezzi attuali.
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Una panoramica su Astera Labs e Credo
Astera Labs produce chip chiamati «retimer» e switch che puliscono e instradano i segnali che viaggiano tra processori, memoria e apparecchiature di rete.
I suoi switch Scorpio di nuova generazione gestiscono ora il traffico su interi rack dedicati all’IA e, secondo quanto affermato dal CFO Desmond Lynch durante la Evercore Global TMT Conference del 3 giugno, il management ha dichiarato in una recente conference call con gli investitori che Scorpio dovrebbe diventare la linea di prodotti più importante dell’azienda entro la fine dell’anno.

Secondo i dati raccolti da TIKR.com, il fatturato di Astera dovrebbe passare da circa 852 milioni di dollari dello scorso anno a circa 1,5 miliardi di dollari quest’anno, per poi continuare a salire fino a raggiungere i 2,8 miliardi di dollari entro il 2028. L’utile netto dovrebbe crescere a un ritmo ancora più rapido rispetto alle vendite.
Credo ha basato la propria attività sui cavi elettrici attivi, un metodo basato sul rame per collegare le GPU agli switch di rete. Il CEO Bill Brennan ha dichiarato agli investitori alla Bank of America Global Technology Conference del 4 giugno che il dibattito tra connessioni in rame e connessioni ottiche è ormai chiuso.
«Sarà un mondo eterogeneo», ha affermato, intendendo che entrambe le tecnologie continueranno a crescere parallelamente, anziché che una sostituisca l’altra.

Sulla carta, la crescita di Credo appare ancora più vertiginosa. Il fatturato ha raggiunto 1,3 miliardi di dollari nell’ultimo anno fiscale e si prevede che raggiunga i 2,4 miliardi di dollari quest’anno, con le stime di TIKR che indicano un percorso verso i 6,8 miliardi di dollari entro il 2031.
Brennan ha affermato che la nuova divisione di Credo dedicata ai ricetrasmettitori ottici, denominata ZF Optics, potrebbe da sola superare i 600 milioni di dollari l’anno prossimo, pari a circa un quarto del fatturato totale.
Il rischio nascosto in entrambi i titoli
Entrambe le società dipendono fortemente da pochi clienti giganti. Astera ha dichiarato che gran parte della sua crescita deriva da un unico cliente principale, sebbene quest’anno stia diversificando la propria attività con gli hyperscaler. Anche Credo ha fatto affidamento su un numero ristretto di acquirenti importanti, tra cui la collaborazione iniziale con xAI sui suoi prodotti con cavi più lunghi.
Tale concentrazione è un’arma a doppio taglio. Da un lato, dimostra che si tratta di fornitori affidabili e profondamente integrati presso i maggiori investitori nel settore dell’IA. Dall’altro, significa anche che se un cliente decidesse di spostare il proprio ordine o di produrre il componente internamente, i risultati potrebbero risentirne rapidamente.
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Quale titolo offre il miglior equilibrio
È qui che i due titoli si differenziano.

Secondo i dati di TIKR, Astera viene scambiata a circa 115 volte gli utili previsti per il prossimo anno. Questo multiplo ha subito forti oscillazioni, passando da meno di 50 volte a marzo a oltre 140 volte nelle ultime settimane.
Credo, nel frattempo, viene scambiato a circa 40 volte gli utili futuri, un multiplo di gran lunga più conveniente rispetto al proprio tasso di crescita.
In parole povere, il prezzo delle azioni di Astera presuppone già un’esecuzione quasi impeccabile per gli anni a venire. Il prezzo di Credo lascia invece un margine di errore leggermente maggiore.
I modelli di valutazione su TIKR fissano il prezzo obiettivo medio di Astera a 842,75 dollari, il che implica un rendimento annualizzato del 18,5%.

Il prezzo obiettivo medio di Credo si attesta a 687,29 dollari, il che implica un rendimento annualizzato del 22,5%, soprattutto perché parte da una valutazione attuale più bassa.
Entrambe le società rispondono a un’esigenza reale e in crescita. Tuttavia, Credo offre attualmente un punto di ingresso più conveniente a fronte di una crescita prevista simile o più rapida, garantendo oggi un migliore equilibrio tra rischio e rendimento.
Astera rimane la storia di maggiore qualità con una gamma di prodotti più ampia, ma il suo prezzo riflette già un notevole ottimismo.
Gli investitori disposti a pagare di più per quel potenziale potrebbero comunque preferire Astera. Chi desidera un margine di sicurezza maggiore potrebbe trovare in Credo la scommessa più ragionevole in questo momento.
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