Statistiche principali
- Prezzo attuale: €6 (11 maggio 2026)
- Ricavi Q1 2026: 7,2 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto all'anno precedente
- Utile netto Q1 2026: 2,8 miliardi di euro (miglior risultato trimestrale di sempre)
- EPS rettificato Q1 2026: 0,16 euro, in aumento rispetto a 0,10 euro nel Q4 2025
- EBIT del 1° trimestre 2026: 4,6 miliardi di euro, margine EBIT del 64%.
- Utile netto previsto per il 2026: 10 miliardi di euro
- Ritorno totale di capitale 2026: ~9,4 miliardi di euro (compreso il riacquisto di 2,3 miliardi di euro)
- Obiettivo di prezzo del modello TIKR: €8
- Rialzo implicito: +30% in 5 anni e mezzo
Ripartizione degli utili di Intesa Sanpaolo Q1 2026

Il titolo Intesa Sanpaolo(ISP) ha registrato il suo miglior utile netto trimestrale di sempre, pari a 2,8 miliardi di euro nel primo trimestre del 2026, con un rendimento annualizzato del capitale proprio del 21% e un EPS in crescita dell'8% su base annua.
I ricavi del primo trimestre hanno raggiunto i 7,2 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 6,8 miliardi di euro dello stesso trimestre dell'anno precedente, grazie al record di commissioni e al miglior reddito assicurativo di sempre, come ha dichiarato l'amministratore delegato Carlo Messina durante la conferenza stampa sugli utili del primo trimestre 2026.
I ricavi da commissioni sono cresciuti del 3% rispetto all'anno precedente, guidati da un aumento del 4% nel settore Wealth Management e Protection, con 421 milioni di euro di commissioni di negoziazione e collocamento che rappresentano la cifra più alta in questa serie, secondo quanto dichiarato dal CFO Luca Bocca.
I proventi assicurativi hanno raggiunto un record trimestrale, con il ramo Danni non auto come principale motore di crescita; il management ha previsto una crescita dei proventi assicurativi a una cifra media per l'intero anno.
Il rapporto costi/ricavi si è attestato al di sotto del 36%, il livello migliore di sempre, grazie alla riduzione dei costi operativi dell'1% rispetto all'anno precedente e alla riduzione dell'organico di oltre 1.900 persone rispetto ai 12 mesi precedenti.
Il margine d'interesse ha tenuto rispetto all'anno precedente nonostante il calo di oltre 60 punti base dell'Euribor, con il portafoglio di copertura che, secondo Bocca, contribuirà con un impatto positivo di 500 milioni di euro all'NII sia nel 2026 che nel 2027.
I prestiti alla clientela sono cresciuti del 3% su base annua e dell'1% su base trimestrale, trainati dall'attività di Corporate e Investment Banking nei settori delle infrastrutture, della transizione energetica e dei clienti internazionali; il management ha previsto per l'intero anno una crescita dei prestiti compresa tra il 3% e il 4%.
Il costo annualizzato del rischio è stato di 16 punti base, ben al di sotto della guidance per l'intero anno di 25-30 punti base, con uno stock netto di NPL pari a 3,9 miliardi di euro e 900 milioni di euro di overlay mantenuti integralmente senza alcun rilascio previsto per il 2026 o il 2027.
Il management ha confermato la sua previsione di utile netto per l'intero anno 2026 di 10 miliardi di euro, con Messina che ha fatto notare che alzare la guidance nel primo trimestre non è una prassi dell'organizzazione, indipendentemente dalla forza dei primi risultati.
Il titolo Intesa Sanpaolo restituirà agli azionisti circa 9,4 miliardi di euro nel 2026, tra cui il dividendo di maggio, l'acconto di novembre e il buyback di 2,3 miliardi di euro previsto per luglio.
Il dividendo finale del 2025, pagabile tra due settimane al momento della chiamata, è stato confermato all'11% in più rispetto all'anno precedente.
Le attività finanziarie dei clienti sono cresciute di 64 miliardi di euro rispetto all'anno precedente, superando gli 1,4 miliardi di euro; il calo trimestrale è stato attribuito all'andamento negativo dei mercati, già recuperato in aprile.
La rete globale di consulenti è di 19.000 persone, con circa 900 aggiunte negli ultimi 12 mesi e l'obiettivo di raggiungere i 22.500 entro il 2028.
Messina ha esplicitamente escluso qualsiasi acquisizione di Generali, citando i vincoli antitrust derivanti dall'attuale quota di mercato di Intesa Sanpaolo nel settore bancario e assicurativo italiano.
Il CET1 ratio del gruppo si è attestato al di sopra del 13% dopo l'accantonamento di 2,6 miliardi di euro per la distribuzione nel 1° trimestre, con un impatto di 15 punti base della riserva di valutazione derivante dalla volatilità del mercato di marzo che è stato completamente recuperato al momento della telefonata.
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Titolo Intesa Sanpaolo: Modello di valutazione
Il modello di TIKR colloca il titolo Intesa Sanpaolo a 7,60 euro nel caso medio, con un rendimento totale potenziale del 30% rispetto agli attuali 5,86 euro nei prossimi 5,6 anni.
Il caso basso si attesta a 7,69 euro con un rendimento totale del 31%, quello medio a 9,45 euro con il 61% e quello alto a 10,94 euro con l'87%, tutti realizzati entro dicembre 2031.

Lo spread tra il minimo e il massimo è più ridotto di quanto sembri: anche lo scenario ribassista implica che il titolo è sottovalutato ai prezzi attuali, il che dice molto di più sulla situazione attuale di ISP che sul rischio di esecuzione.
Lo scenario intermedio ipotizza un CAGR dei ricavi del 2,0% e un margine di utile netto del 37,8%, parametri prudenti se si considera che il 1° trimestre ha già registrato un margine EBIT del 64% e un rapporto costi/ricavi inferiore al 36%.
Con un costo del rischio di 16 punti base a fronte di un tetto massimo guidato di 30 e un contributo di 500 milioni di euro di copertura NII bloccato sia per il 2026 che per il 2027, le ipotesi del modello sembrano più un pavimento che un tetto.
A 5,86 euro, il titolo è valutato come se il Q1 record fosse un'anomalia. La tabella degli scenari suggerisce che il mercato si sbaglia in tutti e tre i casi.
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