Punti Chiave
- Le argomentazioni orali di Coca-Cola dinanzi all'11° Circuito nella sua controversia fiscale multimiliardaria con l'IRS sul transfer pricing si sono concluse a fine giugno, con il CFO John Murphy che ha detto agli investitori di aspettarsi una sentenza tra 6 e 12 mesi.
- Il rapporto debito netto/EBITDA è sceso a 1,41x nel trimestre terminato il 3 luglio 2026, il livello più basso negli ultimi otto trimestri e ben al di sotto dell'intervallo obiettivo di 2,0x-2,5x citato dal management durante la conference call.
- Il free cash flow del primo semestre 2026 ha raggiunto circa 6,9 miliardi di dollari, sostenuto da un secondo trimestre da 5,1 miliardi, il singolo trimestre più forte nello stesso arco di otto trimestri.
- L'azienda sta contemporaneamente finanziando un impegno infrastrutturale negli USA da 10 miliardi di dollari fino al 2030 e il suo dividendo, sollevando la questione di quanto margine di manovra esista realmente se la sentenza le sarà sfavorevole.
L'azione Coca-Cola ha una fattura fiscale multimiliardaria irrisolta
Alla fine di giugno, gli avvocati di Coca-Cola (KO) si sono presentati dinanzi alla Corte d'Appello dell'11° Circuito per sostenere la loro causa, un ulteriore passo in una controversia sul transfer pricing con l'IRS che va avanti dal 2015. La disputa verte su quanto profitto le controllate estere di licenza di Coca-Cola avrebbero dovuto dichiarare rispetto a quanto spettasse alla casa madre statunitense, e l'importo in gioco non è piccolo. Durante la conference call sui risultati del Q2, il CFO John Murphy ha definito l'udienza una pietra miliare significativa e ha detto agli analisti che una decisione dalla corte d'appello potrebbe arrivare in qualsiasi momento nei prossimi 6-12 mesi.
Il linguaggio del management è stato calibrato con attenzione per anni, fiducioso ma non impegnativo. "Continuiamo ad avere fiducia che alla fine prevarrà", ha detto Murphy, prima di delineare i due esiti che contano per gli azionisti. In caso di vittoria, Coca-Cola recupererebbe quanto già depositato presso l'IRS durante il caso. In caso di sconfitta, l'azienda ha dichiarato che l'esposizione finanziaria è dettagliata nelle proprie informative, un linguaggio che segnala cifre reali, non un arrotondamento. Per un'azione valutata sulla stabilità del suo dividendo e sul suo algoritmo di crescita in ogni condizione, un caso giudiziario irrisolto con una tempistica definita così vicina merita più attenzione di quanta ne abbia ricevuta.
Cosa dice il bilancio su quanto questo conti realmente
Guardando il grafico della leva finanziaria emerge uno schema che il management non ha mai esplicitato durante la call.

Il rapporto debito netto/EBITDA è salito a 2,47x alla fine del 2025, per poi scendere a 1,66x ad aprile e a 1,41x all'inizio di luglio, il periodo di riduzione della leva più rapido nella finestra di due anni. Non è un caso di un singolo trimestre forte. È un'azienda che riduce il suo cuscinetto proprio nel momento in cui si avvicina una decisione legale con reali implicazioni finanziarie.

Il free cash flow racconta una storia più disordinata ma coerente. Due trimestri nel campione, entrambi all'inizio dell'anno solare, sono risultati negativi, probabilmente a causa del pagamento di incentivi compensativi e della tempistica del capitale circolante piuttosto che di qualcosa di strutturale. Ma il trimestre appena chiuso, quello immediatamente dopo la conclusione delle argomentazioni orali, ha generato 5,1 miliardi di dollari, il più forte degli otto mostrati e sufficiente a spingere il free cash flow del primo semestre ai 6,9 miliardi di dollari citati direttamente dal management durante la call.
Mettendo insieme i pezzi, Coca-Cola non sta aspettando passivamente la decisione dell'11° Circuito. Sta entrando nella finestra decisionale con la leva finanziaria al minimo degli ultimi due anni e la generazione di cassa al massimo degli ultimi due anni, dandole una genuina flessibilità per assorbire una sentenza sfavorevole senza toccare il dividendo, il buyback o l'impegno infrastrutturale da 10 miliardi di dollari. Il rischio da monitorare è la tempistica. Se la sentenza e qualsiasi pagamento risultante dovessero arrivare in un primo trimestre stagionalmente debole, il cuscinetto verrebbe testato proprio nella finestra in cui è stato più sottile in precedenza.
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