Snowflake Inc. (NYSE: SNOW) fornisce una piattaforma dati basata sul cloud che aiuta le organizzazioni ad archiviare, gestire e analizzare enormi set di dati su più cloud. L’azienda è salita rapidamente fino a diventare uno dei nomi più seguiti nel settore del software cloud, con una quotazione di circa 200 dollari per azione e una capitalizzazione di mercato vicina ai 67 miliardi di dollari.
Un tempo nota soprattutto come piattaforma di nicchia per il data warehousing, Snowflake si è trasformata in un attore centrale nel passaggio alla cloud analytics e alla più ampia economia dell’intelligenza artificiale. Il suo Data Cloud rende più facile per le aziende condividere e collaborare sui dati in modo sicuro, dando a Snowflake una posizione difficile da replicare per i rivali.
Nonostante l’impressionante crescita dei ricavi e una fedele base di clienti aziendali, Snowflake si trova ancora ad affrontare problemi di redditività, con margini profondamente negativi e rendimenti sotto pressione. L’equilibrio tra la rapida espansione e i guadagni limitati fa di Snowflake un titolo molto seguito da istituzioni e hedge fund. Mentre gli addetti ai lavori hanno contribuito in modo determinante alla creazione dell’azienda, oggi la proprietà è diffusa tra i maggiori gestori patrimoniali e investitori attivi del mondo.
L’analisi di chi possiede il titolo e di come gli insider stanno operando dà un’idea di come i principali investitori stiano valutando Snowflake in questo momento.
Chi sono i principali azionisti di Snowflake?

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Snowflake fornisce una piattaforma dati basata sul cloud che consente alle aziende di archiviare, condividere e analizzare le informazioni su più cloud. Le sue azioni sono ampiamente detenute dai gestori passivi, mentre diversi fondi attivi hanno recentemente apportato forti correzioni.
- Vanguard Group: 27,6 milioni di azioni (8,3%), ~5,54 miliardi di dollari. Aggiunte 583K (+2,1%).
- BlackRock: 12,1 milioni di azioni (3,6%), ~2,42 miliardi di dollari. Aggiunte 331K (+2,8%).
- Jennison Associates: 8,0 milioni di azioni (2,4%), ~1,60 miliardi di dollari. Aggiunte 1,36M (+20,5%).
- Fidelity Management: 7,6 milioni di azioni (2,3%), ~1,53 miliardi di dollari. Aggiunte 2,65M (+53,3%).
- JP Morgan Asset Management: 7,5 milioni di azioni (2,3%), ~1,50 miliardi di dollari. Aggiunte 1,32 milioni (+21,3%).
- State Street: 6,9 milioni di azioni (2,1%), ~1,38 miliardi di dollari. Aggiunte 94K (+1,4%).
- Morgan Stanley IM: 5,5 milioni di azioni (1,7%), ~1,10 miliardi di dollari. Tagliate 208K (-3,6%).
- Artisan Partners: 5,0 milioni di azioni (1,5%), ~992 milioni di dollari. Aggiunte 652K (+15,2%).
- Geode Capital: 4,4 milioni di azioni (1,3%), ~886 milioni di dollari. Aggiunte 133K (+3,1%).
- Nuveen: 4,3M azioni (1,3%), ~865M$. Aggiunte 589K (+15,8%).
Uno dei punti salienti dell’ultimo trimestre è la grande mossa di DE Shaw, che ha incrementato la sua posizione in Snowflake del 379%. Il fondo possiede ora circa 397.000 azioni per un valore di 88,8 milioni di dollari, il che sembra una forte dimostrazione di fiducia nel titolo dopo la recente volatilità.
Un’altra azienda di spicco è Point72 Asset Management, guidata da Steven Cohen, che ha aumentato la sua partecipazione del 288%. L’azienda detiene ora circa 2,68 milioni di azioni per un valore di quasi 600 milioni di dollari, il che suggerisce che vede in Snowflake un’operazione chiave per la crescita del cloud e dell’intelligenza artificiale.
Vanguard e BlackRock mantengono Snowflake ancorato ai portafogli indicizzati. L’aumento del 53% di Fidelity e l’aggiunta del 20% di Jennison dimostrano che alcuni gestori attivi sembrano vedere un rialzo a lungo termine, mentre la riduzione di Morgan Stanley dimostra che non tutti sono convinti. Le mosse degli hedge fund DE Shaw e Point72 suggeriscono che alcuni gestori stanno scommettendo in modo aggressivo sul ruolo di Snowflake nell’ecosistema del cloud e dell’intelligenza artificiale.
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Le recenti operazioni Insider di Snowflake

L’attività degli insider di Snowflake si è orientata verso una vendita costante. Mentre le vendite di insider possono essere di routine o legate alla diversificazione, l’assenza di acquisti significativi da parte di insider può lasciare gli investitori a chiedersi se il management consideri le azioni come pienamente prezzate per il momento.
Ecco alcune recenti operazioni di insider trading:
- Benoit Dageville (Funzionario e Direttore): Ha ricevuto quasi 45.000 azioni come parte del compenso a ~ 215 dollari in agosto e le ha vendute.
- Michael Speiser (Direttore): Ha venduto diversi lotti nel mese di luglio, da poche centinaia a oltre 10.000 azioni, per lo più intorno a 208$ – 209$.
Le recenti vendite assomigliano più a cessioni in corso che a nuovi acquisti convinti. Forse fanno parte di piani di trading programmati, ma la mancanza di accumulo di insider suggerisce che i leader non si stanno affrettando ad aumentare l’esposizione ai livelli di prezzo attuali.
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Cosa ci dicono i dati sulla proprietà e sull’insider trading
La proprietà di Snowflake è ancorata a colossi passivi come Vanguard e BlackRock, che contribuiscono a mantenere il titolo ampiamente presente nei portafogli globali. Alcuni gestori attivi, come Fidelity e Jennison, hanno fatto grandi aggiunte, il che potrebbe indicare una maggiore convinzione nelle prospettive di crescita a lungo termine dell’azienda, mentre altri, come Morgan Stanley, hanno ridotto le posizioni, mostrando una posizione più cauta.
L’attività degli insider sembra orientata verso una vendita costante, soprattutto da parte di amministratori e co-fondatori. Queste vendite potrebbero essere parte di una diversificazione o di operazioni pianificate, ma la mancanza di acquisti significativi da parte degli insider suggerisce che la leadership non considera il prezzo attuale delle azioni particolarmente interessante.
Per gli investitori, il quadro generale appare contrastante. Gli istituti sembrano disposti ad aumentare l’esposizione, riflettendo l’ottimismo sul ruolo di Snowflake nel cloud e nell’IA, mentre gli addetti ai lavori appaiono più cauti. Questa combinazione potrebbe indicare una cauta fiducia nell’azienda, mitigata dalle preoccupazioni a breve termine sulla redditività.
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